Aron Gabor

VORTICE…..

di Lóránd Hegyi *

Aron Gabor inizia la  sua attività artistica all’inizio degli anni ’80 come pittore, grafico, installatore, scultore e video-maker. Un concetto ecclettico-radicale caratterizza il suo lavoro. Pur trascurando qualsiasi definizione formale, il suo evidente connotato stilistico è riconoscibile all’istante.

Il suo metodo consiste nel proiettare una sopra l’altra le diverse stratificazioni, le varie esperienze e conoscenze, mescolandole e unendo differenti sistemi segnici, secondo una visione del mondo e un gusto tipicamente fine secolo, anzi fine millennio. Visione del mondo e gusto  sono strettamente collegati, specialmente nel caso di un artista così prolifico e così sensibile ai problemi globali come Aron Gábor che lavora sul confine tra istinto e ricerca consapevole. Non riconosce un unico sistema chiuso ed omogeneo e non accetta alcuna riduzione formale. E’ attratto dalla ricchezza di una rappresentazione  sensuale e materialistica vale a dire di un’ornamentalismo orgiastico e lussureggiante….

I suoi segni, simboli e glifi, motivi e situazioni spaziali reinventati assumono la forma di una unica storia lunga che costantemente si rigenera e si riformula e diventa iconografia individuale facilmente riconoscibile. Le opere di Aron Gabor sono reconditamente percorse da una linea mitologica individuale. Non si tratta di una storia compatta ripetitiva soltanto ma della sua fusione con la tecnica  o con la sperimentazione esecutiva che diventa a sua volta esperienza di vita personale…..

*Lóránd Hegyi è nato a Budapest nel 1954. Ha studiato storia dell’arte ed estetica all’Università di Budapest. Nel 1976 inizia a organizzare mostre di arte contemporanea in Ungheria e all’estero. Tra il 1977 e il 1989 svolge attività accademica al dipartimento di Storia dell’arte dell’Accademia delle scienze di Budapest, occupandosi di costruttivismo, futurismo, surrealismo, funzionalismo, dadaismo e dei movimenti avanguardistici della prima metà del secolo. Organizza mostre nei Paesi Bassi e in Germania. Tra il 1978 e il 1990 insegna all’Università di Budapest. Tra il 1981 e il 1989 si occupa della costituzione e organizzazione del gruppo di artisti indipendenti New Sensibility e si confronta con esperti e istituzioni, come Wilfried Skreiner (Neue Galerie Graz), Achille Bonito Oliva (Università di Roma), Dieter Honisch (Neue Nationalgalerie Berlin), Pierre Restany (editor di «Domus»). Nel 1982 conclude la stesura del libro New Sensibility.  Nel 1990 insegna all’Università Karl-Franzens a Graz, in Austria. Dal 1990 al 2001 è Direttore del Museo di arte moderna – Fondazione Ludwig a Vienna. Dal 1991 al 1992 organizza la serie di esposizioni Interferenzen nel Palais Liechtenstein, a Vienna. Nel 1993 è curatore della mostra La coesistenza dell’arte. L’arte contemporanea nel centro-sud Europa (un progetto di Achille Bonito Oliva) alla Biennale di Venezia 1993. Nel 1999 viene insignito del titolo del Cavalierato del Merito della Repubblica italiana. Tra il 1999 e il 2000 è membro della commissione scientifica del Museo d’arte moderna e contemporanea di Bologna e membro della commissione scientifica e co-curatore della mostra L’autre moitié de l’Europe, tenutasi al Jeu de Paume di Parigi. Nel 2001 è co-curatore della mostra Tribù dell’arte (un progetto di Achille Bonito Oliva), alla Galleria d’arte moderna e contemporanea di Roma. Dal 2002 è fra i curatori della seconda Biennale di Valencia e consigliere per il costituendo Museo per l’arte contemporanea a Palazzo Roccella di Napoli. Dal 2003 è direttore del Musée d’art moderne di Saint-Étienne.