ROSSO – Paracchini Luigi

ROSSO – il rosso è un colore!

Mostra personale di Luigi PARACCHINI

dal 04 al 25 novembre 2017 – Ingresso Libero

Centro Arte LuPier – Via Matteotti 127 (ex Bernardelli) 25063 Gardone Valtrompia (BS)  telefono:  +39 030 8336405 / +39 3384677060

Inaugurazione:    sabato 4 novembre 2017, ore 18.00
Orari Galleria:    dal martedì al sabato:   16,00 – 19,00

 

Il Centro Arte Lupier presenta la personale “ ROSSO – il rosso è un colore” di Luigi PARACCHINI, artista presente nel mondo dell’arte italiana già dall’inizio degli anni 60.

Il presidente Pier Cattaneo, scrive dell’artista: Sin dagli inizi (1960/70) la pittura di Luigi Paracchini si esprime con forti riferimenti all’espressionismo; dagli anni ottanta si muove definitivamente nell’area bidimensionale, dove le masse decolorate e ridipinte unitamente al segno su vari materiali di supporto, si mescolano a testi di scrittura appena leggibili tesi ad evocare luoghi di memoria. Negli ultimi lavori fa spesso ricorso al colore puro: blu, giallo e rosso con forti dissolvenze che rafforzano l’importanza del segno. Da quest’ultimo periodo attraverso un numero di opere selezionate che rafforzano ed esaltano i cromatismi del colore rosso, l’artista propone la sua mostra presentando lavori che datano dal 1995 al 2016: quasi un itinerario di lavoro dedicato al colore rosso, dove la tentazione monocroma dà spazio a bagliori diffusi sulla superficie delle varie opere, senza tuttavia risultarne protagonista.
Quando parecchi mesi fa ho incontrato l’artista nel suo studio per programmare e selezionare le opere, Luigi Paracchini mi disse con convinzione:
Pier prima di guardare le opere ti voglio dire che ho pensato di proporre una mostra dedicandola al colore rosso perché, amando fortemente i colori e lavorando molto su quelli primari, mi sono reso conto che le interpretazioni, attribuite loro dalla nostra attitudine a codificare, spesso ci allontanano dal loro vero significato.
Non sarò certamente io a teorizzare che ogni colore ha un’equivalenza luminosa: ce l’hanno detto i teorici e “gridato” gli Impressionisti tanto tempo fa; io voglio solo “raccontare”(?) o scrivere, con una calligrafia cromatica, i miei paesaggi mnemonici, dove risulti protagonista la visione unitamente all’emozione. Si: mi sento da sempre un pittore, e sicuramente il mio “orticello” (o la mia limitata preparazione botanica), non sa produrre frutti “esotici” come ci si aspetterebbe, probabilmente, dai veri (botanici) artisti. Chi mi conosce del resto sa della mia avversione ad usare le parole che non conosco, e sono altrettanto inflessibile con chi fa il contrario. Io vedo che intorno ogni cosa ha un colore e, se voglio raccontarla da uomo sincero con sé stesso, lo faccio senza ubbidire alle condizioni naturalistiche, ma al mio modo di percepire e tradurre in immagine la realtà, affinché la realtà stessa ne risulti rafforzata e si proponga alla visione nella sua dimensione essenziale, senza essere caricata di significati “altri”.
L’artista sarà presente all’inaugurazione.